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19

Giu

2015

UNA 'NUOVA' LANTERNA SUL MARE

 

Bibione - 19 giugno 2015.

Si inaugura oggi - alle 18.30 - il Faro di Bibione, antico guardiano del mare, interessato recentemente da una prima ristrutturazione esterna che ne ha caratterizzato la nuova veste esterna.

Di proprietà del Demanio Marittimo, è stato assegnato in gestione al Comune di San Michele al Tagliamento proprio per poter effettuare i lavori di restauro che lo porteranno, in un futuro prossimo, ad essere completamente visitabile e fruibile dal pubblico.
Il primo stralcio di lavori ha interessato solamente la struttura esterna del Faro e ha portato alla creazione di nuovi servizi pubblici a disposizione di tutti i turisti che frequentano il tratto di spiaggia a confine con la foce del fiume Tagliamento.
Il progetto di restauro porta la firma dell’Architetto Andrea Menegotto dello Studio Proap Italia di Treviso.

Edificato nel lontano 1913, il faro di Punta Tagliamento, registrato con il numero 4288, fu gravemente danneggiato da un bombardamento nel giugno del 1917 e rapidamente ricostruito nella struttura che vediamo oggi.
Abbracciato da una rigogliosa vegetazione mediterranea, è caratterizzato da una torre cilindrica alta 22 metri che irradia un raggio luminoso a lampi bianchi, la cui portata è di 15 miglia, all’incirca 25 chilometri. Accanto alla torre sorge l’edificio a due piani a pianta rettangolare che un tempo ospitava l'alloggio del guardiano. Il faro è raggiungibile a piedi come in bicicletta attraverso percorsi immersi in una natura rigogliosa e sorprendente.

E, oggi pomeriggio, viene anche inaugurato il primo tratto della nuova pista ciclabile che, a conclusione lavori, collegherà il Faro con Piazzale Zenith. Percorsi bellissimi da fare anche in compagnia del proprio cane perché Bibione è sempre più Pet friendly. Dal 1973 il Faro di Punta Tagliamento è completamente automatizzato: ogni sera un sofisticato rilevatore di luminosità crepuscolare innesca il primo lampo a segnalare che il faro è acceso. E forse è proprio l’ora del crepuscolo a regalargli il fascino maggiore, grazie a quel fascio di luce che si coglie, a tratti, fra le fronde dei pini.

 

 


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